Contest | Culture

 

MUNAB 2010

Museo Nazionale d'Abruzzo

2010

L'Aquila - Italy

Design by

hiddenoffice | Claudio Martini


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Da sempre la Fortezza spagnola dell’Aquila, ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo; in seguito al tragico terremoto dell’aprile 2009 è stata fortemente danneggiata.

Per tale motivo si è deciso di costruire un’opera che divenisse sede temporanea del Museo.

MuNaAb2010 è una proposta che cerca di risolvere le problematiche e le richieste sollevate dall’ente banditore, di integrarsi e interagire, con delle preesistenze storiche importanti, nonché di reagire al dramma del terremoto che ha colpito l’intera città.

Il nostro progetto si propone infatti, non solo come contenitore temporaneo per le opere del Museo Nazionale d’Abruzzo, ma soprattutto come centro vitale di cultura, di incontro e di svago per la città dell’Aquila, capace di “rigenerare” e riqualificare l’area dell’ex mattatoio e il suo formidabile contesto: uno spazio che trasmette l’energia del vivere, lavorare e giocare lungo il tracciato delle mura urbiche, che abbracciano il centro storico della città e che connettono l’area dell’ex mattatoio con il monumento delle 99 cannelle. Le immagini, le sensazioni, le emozioni che il progetto vuole dare sono soprattutto la sobrietà. Un edificio lineare, ma allo stesso tempo comunicativo e suggestivo che nella sua semplicità si rapporta concretamente con il contesto storico tanto apprezzato. Il progetto si definisce come spazio multiuso che ospita parcheggi, uffici, spazi espositivi e aree verdi. Attualmente l’area, a ridosso delle mura urbiche, è occupata da due palazzine da demolire poiché compromesse dal sisma; l’ex mattatoio che sorgeva in questo luogo, può essere considerato come un importante esempio di archeologia industriale.

MuNaAb2010 nel lato sud ovest si affaccia verso le mura urbiche e la tamponatura in vetro su questo lato, permette la visuale verso questa importante preesistenza. L’edificio esternamente è circondato dal verde, e culmina sul lato sud-est di fronte l’ingresso pedonale con la piazza pavimentata; la quale si ricongiunge con i percorsi che giungono fino al monumento delle 99 cannelle. 

Sul lato nord-ovest viene sfruttato il dislivello del suolo per ricavarne sia i parcheggi che la strada d’ingresso ad essi, la quale prosegue come strada privata per gli addetti ai lavori.

I lati nord-ovest, nord-est e parte di quello sud-est sono totalmente ricoperti di edera. Il verde che avvolge l’edificio, rappresenta un simbolo di rinascita; l’Aquila si sta rialzando dopo il dramma del terremoto.L’edera, è un rampicante e distende i suoi rami finché ne ha la forza per farlo.

Un opificio industriale viene definito come uno spazio in grado di contenere grandi macchinari per la produzione (catena di montaggio); quindi un edificio senza vincoli spaziali che ostacolino il libero movimento di persone e merci.

Sulla base di tali considerazioni, MuNaAb2010 è composta da una struttura di pilastri circolari in acciaio di 4.30 m di altezza, disposti lungo il perimetro dell’edificio, a sostegno di una copertura di travi reticolari alta 1.20 m. Questa scelta strutturale permette lo sviluppo di una pianta libera in cui gli spazi espositivi e gli uffici sono racchiusi da involucri di plexiglass curvi che possono assumere configurazioni sempre diverse a seconda degli eventi. Il pubblico è così libero di interagire con lo spazio, attraverso una sequenza di bolle e di accedere ai vari settori del programma funzionale con l’obiettivo di realizzare un luogo in cui le attività fossero separate, ma al contempo, si amalgamassero naturalmente l’una con l’altra per generare un ambiente unificato.

Quando la Fortezza spagnola tornerà ad essere la sede principale del Museo Nazionale d’Abruzzo, MuNaAb2010 potrà continuare a svolgere la sua funzione di edificio multiuso grazie alla flessibilità e alla versatilità del suo spazio interno.

MuNaAb2010 è concepito come una sovrapposizione di due blocchi:

Il primo, quello seminterrato, è costituito da una struttura portante contro terra in cemento armato, con blocco servizi al centro, sempre in c.a.

Il secondo si erige al di sopra del blocco seminterrato ed è costituito da acciaio e vetro.

Questi due materiali vogliono trasmettere le sensazioni di leggerezza e temporaneità, proprie degli opifici industriali, con la caratteristica di avere una totale reversibilità dello spazio in prospettiva di utilizzi futuri, diversi da quello museale. La sensazione di leggerezza è amplificata dalla presenza di amebe in lastre di plexiglass curve semi-opache, che sembrano sostenere la monolitica copertura, in cui all’interno si trova tutto il cablaggio dell’impianto elettrico e di ventilazione.

Le lastre in plexiglass, permettono all’utente di fluire all’interno dello spazio, percependo sempre la relazione con l’elemento vegetale: della parete verde nelle facciate Nord-est e Nord-ovest e delle facciate trasparenti che danno sul giardino esterno a Sud-est e Sud-ovest. La parete verde fa assumere a MuNaAb2010 uno stato di morphing con l’ambiente naturale che lo circonda, schermando anche il contenuto dello spazio interno nelle parti verso la città, mentre nelle parti a Sud lo schermo visivo, nonostante le pareti trasparenti, è rappresentato dalla presenza delle mura urbiche.

Inoltre la parete verde è stata pensata per abbattere quelli che sono i disturbi acustici e termici derivanti dal passaggio dei veicoli privati e degli addetti ai lavori, che fluiscono all’interno del complesso polifunzionale e per migliorare l’isolamento termico delle facciate a Nord con conseguenti benefici per il microclima di MuNaAb2010.

Le pareti trasparenti a Sud, rappresentano la schematizzazione prospettica degli alberi, nella loro variazione di colore, che si stampano sulle lastre di vetro, cosi da abbattere il limite tra ambiente.