Contest | Urban Planning

 

GRURBAN

Skyscraper competition

2012

Venezia - Italy

Design by

hiddenoffice | Valeria Bianchini


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Pensare l’architettura è pensare la città con i suoi meccanismi, le dinamiche e le relazioni; pensare al grattacielo del futuro è dunque rapportarsi con il tempo, non più divenire continuo, ma accelerazione incontrollata di eventi ed esperienze. Il modello di grattacielo che noi proponiamo non è altro che una semplice gru da cantiere, rivisitata nelle sue dimensioni, ma non nel suo concetto d’utilizzo.Persone ed oggetti, salgono nella gru, si muovono, scendono e poi risalgono, interagiscono tra loro e con la città stessa.

“grUrban” è un grattacielo dinamico, da intendersi non come caso isolato, ma come modello ripetibile di un grande sistema in diretto rapporto con la città. Preso singolarmente “grUrban” non avrebbe alcun significato, messo invece in relazione con altre gru darebbe vita ad una trama, ad una rete capace di coprire l’intero spazio della città, dove attività commerciali, spazi culturali, e luoghi per lo svago ruotano al di sopra del tessuto urbano esistente.

Nel nostro studio abbiamo preso come città di riferimento Venezia, ma questo modello di sistema-grattacielo può essere esportato in ogni città del mondo.  Il grande network sospeso sopra la città italiana è un mezzo di trasporto alternativo alla navigazione per tutti i cittadini veneziani; posso prendere la linea viola, compiere mezzo giro, attendere in aria la coincidenza con la linea blu e poi scendere.

Alcuni possono usare “grUrban” soltanto come mezzo di trasporto pubblico, altri invece possono salire per prendere un caffè, per vistare una mostra d’arte contemporanea o per fare shopping e magari scendere nello stesso punto da cui sono saliti. Altri ancora possono salire soltanto per curiosità o per godere del panorama; c’è chi invece utilizza “grUrban” per fare jogging nel verde pubblico del parco sospeso. Spesso si parla di sostenibilità dell’architettura riferendoci soltanto alla sua capacità di consumare meno CO2, tralasciando che l’architettura non deve essere sostenibile soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

Non importa quale sia l’entità dell’energia che alimenti “grUrban”; che provenga dal sole dal vento o dalle maree ciò che conta è la sua capacità di generare condizioni sociali di benessere umano, equamente distribuite all’interno di un sistema territoriale. Quando un individuo utilizza “grUrban”, si sente parte integrante di un ambiente, che gli garantisce un benessere psicologico dato dall’aspetto ludico, informativo, culturale, e commerciale del sistema.

“grUrban” va dunque inteso come un sistema complesso, ovvero come un insieme di elementi in relazione tra loro. Tale complessità porta a svincolarsi dal concetto di grattacielo in termini quantitativo-funzionali, ma significa pensare ad esso come espressione del rapporto dinamico tra cultura della comunità e spazio delle relazioni. La dinamicità di "grUrban" si contrappone  alla staticità del tessuto urbano; non è più il cittadino che si muove per raggiungere i luoghi dove soddisfare i propri bisogni, ma sono essi che ruotano e che vengono verso di noi; "grUrban” è il mezzo di congiunzione tra l’uomo e lo spazio pubblico.